Finale Champions a San Pietroburgo, spareggi Mondiali e accordo Gazprom: tutti i temi sul tavolo UEFA

SAN PIETROBURGO - La finale della Champions League si giocherà a San Pietroburgo. Lo ha stabilito la Uefa, che ieri sera ha preso una serie di importanti decisioni: dallo spostamento della finale di Europa League da Basilea a Graz, all'assegnazione dei spareggi Mondiali del 2026 a Zurigo. Ma il tema caldo è stato l'accordo tra Gazprom e la Uefa. Il colosso energetico russo ha infatti blindato il proprio ruolo di sponsor principale della massima competizione europea per club con un contratto fino al 2027 da 1,25 miliardi di euro l'anno. Un affare che ha messo in difficoltà le altre candidate come Ineos (proprietaria dello stadio di Londra dove si giocheranno le 3 finali europee) e Adidas.?
La UEFA ha convocato un comitato esecutivo speciale domani alle 10:00 per discutere tutte le implicazioni della guerra scoppiata tra Russia e Ucraina sulla competizione continentale. Uno dei problemi principali è la finale di campionato a San Pietroburgo: federazione e lega nazionale rischiano di chiedere urgentemente il trasferimento dalla città russa.

L'UEFA ha discusso della finale di Champions League a San Pietroburgo, dei spareggi Mondiali e dell'accordo con Gazprom durante una riunione a Nyon.

Il 10 giugno il presidente della UEFA, Aleksander Ceferin, ha tenuto una conferenza stampa a Mosca per discutere della situazione relativa all’utilizzo dello stadio Luzhniki per le partite di Champions League e per annunciare l’accordo con Gazprom, il gigante energetico russo, su tutti i temi sul tavolo.

Tra gli argomenti discussi c’è stato quello relativo alla finale di Champions League che si terrà a San Pietroburgo il 1° luglio: la UEFA ha chiesto alla federazione russa (RFU) di essere più flessibile nell’organizzazione delle partite in casa e di rispettare meglio gli orari, in particolare quelli degli spettacoli serali. La RFU ha ribadito la necessità di sfruttare al massimo lo stadio Luzhniki (80mila posti), considerato anche l’investimento effettuato da Gazprom, e ha proposto un programma di partite più ampio rispetto a quello richiesto dalla UEFA, che prevede due sole partite in casa tra semifinali e finale.

Inoltre, Ceferin ha annunciato un nuovo accordo con Gazprom che riguarda tutti i campionati europei organizzati dalla UEFA: ogni anno verranno assegnati complessivamente otto milioni di euro da destinare alle federazioni nazionali dei Paesi in cui sono disputati tali campionati. Questa somma servirà a finanziare progetti volti a migliorare le strutture calcistiche e l’ospitalità nei confronti degli spettatori.

Sono d'accordo con l'UEFA sul fatto che ci siano degli accordi commerciali da rispettare, ma non riesco a capire perché questa finale non si possa giocare a Milano. San Pietroburgo è una città bellissima, ma Milano è la nostra capitale sociale ed economica.

Aggiornato il 24 Febbraio 2022 da amministratore