Zlatan Ibrahimovic si schiera con Djokovic: le dichiarazioni che fanno discutere

Nella giornata di ieri si è parlato di lui per via del problema muscolare che lo ha costretto ad abbandonare il campo dopo circa 30 minuti. Zlatan Ibrahimovic non ha inciso come avrebbe voluto nella partita contro la Juventus, finita 0-0 e tra le peggiori partite di questa prima metà di campionato. Il calciatore svedese si è sottoposto ad altri accertamenti quest'oggi che hanno evidenziato come non sia un infortunio grave ma le possibilità di saltare il derby dell'8 febbraio sono comunque alte. La speranza dei tifosi milanisti è che Ibra si riprenda il prima possibile e sia presente nella partita contro il Milan, vista l'assenza di alternative al di fuori di Giroud e Leao nel ruolo di terminale offensivo. Tuttavia nelle ultime ore si è parlato di lui anche per via di un'intervista rilasciata a un giornale francese in cui ha difeso a spada tratta Novad Djokovic, un altro sportivo di cui si è parlato tantissimo in questi primi 24 giorni del 2022.

Domenica 23 gennaio il quotidiano francese della domenica Le Journal du Dimanche ha pubblicato una recente intervista a Zlatan Ibrahimovic. Durante un'intervista, il milanista ha presentato il suo libro intitolato "Adrenalina", che uscirà presto anche in Francia. Nel corso dell'intervista, però, al calciatore svedese sono state poste anche diverse domande relative a un caso scoppiato in Australia, in cui è stato coinvolto il tennista numero uno al mondo, Novak Djokovic. Commentando quanto accaduto a Novak Djokovic, Zlatan Ibrahimovic ha dichiarato: "Farsi vaccinare per motivi di salute non è la stessa cosa che farlo per giocare un torneo di tennis. Ognuno deve poter esprimere la propria opinione e fare la propria scelta”.

Inoltre, rispondendo a una domanda più dettagliata sul caso Djokovic, il centravanti milanista ha precisato: "Chi si fa il vaccino lo fa perché ci crede, perché lo ritiene efficace contro la malattia. Io per primo mi sono vaccinato perché penso che il vaccino mi protegga, non perché in questo modo posso giocare a calcio. Tutti hanno un'opinione. Le persone non dovrebbero essere costrette a vaccinare solo per andare al lavoro”. Zlatan Ibrahimovic ha contratto il COVID tra ottobre e novembre del 2020 e, come molti atleti attenti alla cura del proprio corpo, ha avuto sintomi lievi ed è guarito dopo circa dieci giorni.

Tuttavia, il fenomeno in una intervista ha ricordato tutta la sofferenza, soprattutto mentale, per quel periodo difficile. Lui che ha un leone tatuato sulla schiena, si è sentito letteralmente in gabbia. Sui sintomi ha spiegato di aver sofferto di mal di testa "non fortissimo ma fastidioso" per alcuni giorni e di aver perso il gusto. Nei circa dieci giorni di isolamento si sentiva "arrabbiato" perché impossibilitato sia ad uscire che ad allenarsi bene. "Stare fermo è terribile, a un certo punto ho iniziato a parlare da sola, davo i nomi ai muri". Non solo: come sicuramente è capitato anche ad altre persone, Ibra si è sentito addosso anche altre malattie immaginarie: "Una sofferenza".

Aggiornato il 24 Gennaio 2022 da Edoardo Ciotola