Cagliari, Lutta Contro La Retromessa!!!

Quindici giorni da giocare, più di 1300 minuti da giocare, quarantacinque potenziali punti in palio e una squadra da salvare. Questa è la mission di Walter Mazzarri, che, a quarant'anni dal suo ingresso nel mondo del calcio, si trova ad affrontare una delle situazioni più delicate della sua carriera da allenatore. Siamo a Cagliari, l'aria di mare si insinua tra i vicoli e si insinua tra le case fino a raggiungere il rione Sant'Elia, dove batte il cuore pulsante del tifo cagliaritano: la Sardegna Arena. Nel piccolo stadio rossoblù il Cagliari dovrà fare di tutto per raddrizzare una stagione finora disastrosa. La squadra è in difficoltà, ma il tecnico non si arrende e cerca di dare il massimo per uscire da questa situazione.

Il club naviga in acque tempestose, 17° posto in classifica, 16 punti, tre vittorie. Genova e Salernitana sono più in difficoltà di loro.

Ma la situazione non migliora di certo se guardiamo allo scorso campionato. Il quadro che compare in quel di Cagliari non è dei più idilliaci. I numeri parlano da soli. Lasciando da parte la posizione in classifica, il Casteddu conquista in media appena 0,88 punti a partita. Se mantenesse lo stesso valore fino all'ultima giornata, a fine campionato (ci dice la matematica) avrebbe circa 30 punti. Tanto per fare un paragone, il Benevento ha chiuso con 33 la scorsa stagione. E per chi se lo fosse perso, oggi il Benevento gioca in Serie B. È quindi evidente che il Cagliari ha più di qualche problema. Non è una sorpresa, è vero. Ma la situazione non migliora di certo se guardiamo allo scorso campionato.

Il Napoli ha una difesa molto scarsa e un attacco altrettanto scadente, quindi Mister Mazzarri deve lavorare molto su questi aspetti per migliorare la squadra.

Nonostante il Genoa abbia ottenuto solo la porta inviolata (partita senza subire gol) e abbia raccolto 43 gol, la dirigenza ha deciso di esonerare i due giocatori più importanti della difesa, che secondo loro non si erano dimostrati sufficientemente impegnati per la causa. Questa decisione potrebbe essere un segno che la società sa benissimo che non arriverà alla salvezza in questo modo.

Il Cagliari, da inizio stagione, ha cambiato continuamente forma difensiva e non ha mai avuto continuità in questo reparto. Ciò ha causato la mancanza di punti di riferimento per gli undici in campo, soprattutto in fase difensiva.

Il Cagliari segna poco in questa stagione, quasi il 70% delle volte segna un gol e il 40% rimane asciutto. La media dei gol a partita è 0,95.

In totale sono stati segnati 21 gol, di cui quasi la metà è stato firmato da Joao Pedro, capocannoniere della squadra. Se il brasiliano tiene a galla le speranze di Casteddu, lo stesso non si può dire dei compagni di reparto. Pavoletti, infatti, si ferma a quattro gol, mentre il collega Keita Balde a tre. Troppo poco, ma tutto sommato cifre che sarebbero accettabili se arrivasse un cospicuo contributo dagli altri dipartimenti.

I tifosi rossoblù sono delusi perché i loro compagni centrocampisti non hanno segnato in Serie A, nemmeno i popolarissimi Nandez e Marin. Entrambi sembrano aver perso il loro calibro adamantino che li faceva brillare anche nelle persiane più buie. Su tutti il ​​primo, uruguaiano, animato dall'acclamato agarra charrua sudamericano.

L'ex Boca Juniors non paga quanto dovuto in Italia, è 43° per palloni intercettati e 139° per palloni rubati. Unica nota positiva: sembra non aver perso la grinta, perché è sesto per contrasti vinti. Valori simili (ma leggermente migliori) anche per Marin, che in generale rientra sempre nei migliori sessanta per vari parametri.

Il Cagliari ha bisogno di un uomo chiave, che fornisca i passaggi chiave per aiutare la squadra a crescere. Quest'uomo è lui, l'unico a fornire sufficienti passaggi chiave per i rossoblù. La difesa è imprecisa e spesso sbaglia posizionamento e movimenti; il centrocampo filtra e costruisce poco; l'attacco è mal servito e manca di individualità. Le ultime due vittorie consecutive sembrano però aver dato fiducia all'ambiente, che può finalmente sperare di risollevarsi dopo aver toccato il baratro più profondo.

Ci vorrà una grande squadra, unita, con un forte spirito di squadra, capace di sacrificarsi per il bene comune. Sarà necessario un cambio tattico per rendere la squadra più competitiva. Solo così potremo salvare la squadra e portarla in Paradiso.

Aggiornato il 23 Gennaio 2022 da amministratore