Dislessia: l’importanza della valutazione neuropsicologica

Questa serie di esami permette di raccogliere informazioni riguardo i danni e disfunzioni cerebrali e la loro localizzazione.

Inoltre i soggetti con probabile dislessia, sia acquisita che evolutiva, devono essere sottoposti a test delle funzioni sensoriali e ad una valutazione neuropsicologica completa, comprensiva di test d'intelligenza.

I primi allo scopo escludere che il problema di lettura sia dovuto a deficit sensoriali (della vista e dell'udito), la seconda per accertare che il disturbo non sia dovuto a deterioramento o ritardo mentale, oltre che per fornire un quadro neuropsicologico del paziente.

Più in particolare, la valutazione neuropsicologica dovrebbe comprendere:

    • Una scala Wechsler per determinare il QI (quoziente intellettivo) del soggetto. Questo tipo di test permette di calcolare,oltre al quoziente intellettivo complessivo, anche il quoziente intellettivo verbale e non verbale separatamente e di confrontarne le prestazioni dei soggetti
    • Un test per la valutazione dei disturbi di memoria verbale; ad esempio test che misurino la rievocazione immediata e differita di liste di parole apprese, test che misurino la capacità dei soggetti di ricordare piccoli brani
    • Un test per l'aprassia costruttiva. L'aprassia costruttiva è un disturbo del movimento volontario che potrebbe interferire con le abilità di scrittura del soggetto.li>
    • Un test per la valutazione della comprensione del linguaggio orale; un esempio di test per la comprensione è il token test o test dei gettoni

fonte: neuropsy.it - portale di neuropsicologia clinica

 

Aggiornato il 14 Gennaio 2022 da amministratore